Terminati i riti di spartizione, la corsa alle poltrone lascia a molti l’amaro in bocca. Brutto inizio, dicono gli alleati. E guardano con preoccupazione allo sbarco dei catanesi a Palazzo dei normanni.
Anche in Sicilia è iniziata una nuova legislatura. Un inizio sofferto per motivi legati a “incomprensioni” interne alla maggioranza che sostiene Raffaele Lombardo, sia per l’elezione del Presidente dell’ARS, che per la nomina e le deleghe degli assessori, che per l’elezione del Consiglio di Presidenza dell’ARS, e in ultimo per i componenti delle Commissioni. Un bell’inizio.
Subito a lavoro, dicevano il Presidente Lombardo ed i suoi alleati. Chi malafiura, dicono ora sottovoce gli alleati tra i corridoi del Palazzo.
Del resto è successo quello che doveva succedere: la lotta per trovare la poltrona più comoda per meglio passare questi duri anni ad amministrare. Le poltrone non mancano, bastano a far accomodare quasi tutti, ma non sono tutte allo stesso livello. La distribuzione degli incarichi ricorda un pò il gioco della sedia: si ferma la musica e qualcuno resta in piedi. Solo che restare in piedi in questo caso significa perdere parecchie opportunità. Ad esempio, il Consiglio di Presidenza dell’ARS decide come spendere i soldi del Parlamento che servono per fare funzionare la struttura, pagare i deputati, organizzare le visite ufficiali, ma servono anche per pagare le indennità ai deputati (anche quando non lo sono più), per finanziare quelle che vengono considerate attività culturali dei gruppi parlamentari: ed i soldi, una volta arrivati ai gruppi, non si riesce più a capire come sono stati spesi. Dove lo troviamo uno che non vuole maniare picciuoli? E’ tutto un mangia mangia, questi come gli altri e come quelli che verranno, dicono le voci del Palazzo riferendosi anche all’opposizione e non solo alla maggioranza.
Ma anche le deleghe degli assessorati sono importanti sotto questo profilo. Ed il Presidente Lombardo ha dimostrato di saperlo: infatti anche se apparentemente il PDL ha avuto 5 assessorati su 12 ritenuti più importanti (bilancio, turismo, lavori pubblici, lavoro, enti locali), l’MPA ne ha tenuti direttamente 2 (Cooperazione, commercio, artigianato e pesca, Territorio e ambiente) che sono catalizzatori di finanziamenti. Infatti la Cooperazione si occupa della propaganda dei prodotti siciliani, della internazionalizzazione d’impresa, vigila sulle cooperative, controlla gli insediamenti produttivi, e ad esso fanno capo anche l’IRCAC (Istituto Regionale per il Credito alla Cooperazione). Mentre l’assessorato Territorio e ambiente è competente in materia di urbanistica (ad esempio Piani regolatori comunali, Piani regolatori delle aree di sviluppo industriale, abusivismo edilizio) e tutela dell’ambiente (ad esempio rifiuti e inquinamento). A questo guardano le politiche comunitarie e nazionali in termini di finanziamento.
Ma Raffaele Lombardo ha dalla sua anche i 3 assessorati tecnici (Presidenza, Agricoltura e foreste, Sanità), dove non ha voluto che gli alleati mettessero le mani direttamente. In particolare la Presidenza gestisce tutti gli atti finalizzati alla programmazione nazionale e comunitaria (EUROINFOSICILIA per intenderci, ma non solo), la protezione civile, il commissario delegato per l’emergenza rifiuti e i dipendenti della Regione; l’assessorato Agricoltura e foreste, coordina il corpo forestale, si occupa di conservazione del suolo, di danno ambientale, di acquisizioni, espropriazioni ed occupazioni terreni, si occupa inoltre dei bacini montani; l’assessorato Sanità si occupa di razionalizzazione e contenimento della spesa sanitaria, dell’attività di vigilanza sugli Enti e sulle Aziende Sanitarie, dei flussi finanziari e delle tariffe.
Fa discutere ancora la scelta di Lombardo di indicare due magistrati (Giovanni Ilarda, Presidenza, e Massimo Russo, Sanità) come assessori. Le posizioni di dividono fra quelli che dicono che la scelta indica una voglia di legalità e quelli che sostengono che è un tentativo del Presidente di evitare di dover dire no e quindi di evitare camurrie, perché dicono cu ci và ‘ndo magistrato? Chi ci rici?
Altro problema, ancora tutto da vedere, è il rapporto tra il catanese Lombardo e la Regione palermitana. Questo è un terreno più minato delle nomine e degli incarichi politici, perché qui il senso di casta è ancora più forte ed esiste il timore che i posti di vertice vengano occupati dai nuovi arrivati con accento catanese.
In questa prima fase Lombardo pare non piaccia a nessuno, né alleati né altro.
In questa prima fase Lombardo pare non piaccia a nessuno, né alleati né altro.
(pubblicato su "L'isola possibile" n. 54 - luglio 2008)









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