Regione, 60 milioni di euro bloccati con la sospensione della Tabella H. Annunciati nuovi criteri di selezione per i beneficiari dei contributi.
L’Assessore al Bilancio regionale, Michele Cimino ha annunciato la sospensione della Tabella H, uno storico allegato al bilancio della Regione con cui venivano erogati contributi e finanziamenti a fondazioni, associazioni sportive e culturali, centri di assistenza medica, enti pubblici e privati, e che facevano capo a quasi tutti gli assessorati regionali. Per una spesa complessiva di circa 60 milioni di euro all’anno.
Per la Tabella H, o meglio per chi inserire in elenco, hanno litigato tutti, ma tutti poi si sono riappacificati. E così l’elenco è stato sopra le parti.
Si va dall’Unione italiana ciechi alle associazioni venatorie e ambientaliste, dalla Fondazione Federico II al Centro Padre Nostro di Brancaccio a Palermo, dalla Fondazione Gramsci alla Facoltà teologica siciliana.
Ci sono incluse, ovviamente, anche associazioni di minore visibilità dal punto di vista economico, ma che sono nell’elenco per l’alto valore sociale o scientifico o culturale, come l’associazione “Fiumara d’Arte”: il suo Presidente, Antonio Presti, pur consapevole che “nella Tabella H, in quei 60 milioni di euro circa, ci sta di tutto”, si dice fiducioso “se l’obiettivo è rimodularla in senso positivo, cioè tagliando le spese superflue, - dice - che ben venga. Confido nella ragione della Regione“.
L’assessore Cimino in una nota fa sapere che “è intenzione del governo spostare le risorse per questo settore in un fondo gestito dalla presidenza della Regione, che erogherà i contributi in base a un regolamento e ad una selezione molto accurata”.
Sia maggioranza che opposizione si trovano concordi nell’affermare “salviamo la tabella H, rendendo più rigida l´erogazione dei contributi”, come ha detto Antonello Cracolici, capogruppo del PD all’ARS.
Certo è che azzerare o rimodulare la tabella H può voler dire che le nuove scelte di finanziamento avverranno per merito oggettivo, e che, di conseguenza, le scelte sinora effettuate non hanno corrisposto al principio di utilità ed economicità della spesa.
(pubblicato su "L'isola possibile" n. 57 - novembre 2008)









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