martedì 16 dicembre 2008

Società civile politica e mafia

martedì 16 dicembre 2008
Carlo Vizzini:”un partito deve avere il coraggio di costituirsi parte civile nei confronti di chi porta il suo nome in tribunale”

A Palermo si torna a parlare di mafia con un dibattito organizzato il 13 dicembre dall’associazione “Mafia contro”.
I temi affrontati sono stati quelli del rapporto tra società civile e mafia, e tra quest’ultima e la poltica, passando per la riforma della giustizia. Al dibattito erano presenti il Procuratore capo di Palermo Messineo, l’avvocato Costa, il senatore Vizzini e il Segretario distrettuale dell’ANM Serio, coordinava il dibattito il condirettore del Giornale di Sicilia Pepi.
Due domande sono state il filo conduttore del dibattito: “Servono i lutti per risvegliare le coscienze?” e “La politica deve chiedere alla società civile di svegliarsi e impegnarsi, o deve prima eliminare i mediatori della mafia al suo interno?” Gli ospiti hanno ricordato come a Palermo negli anni ’80, quando per le strade si sparava, i cittadini uscivano tranquillamente di casa e si arrivava a dire “finché si ammazzano tra loro, non sono cose che ci riguardano” come ha ricordato il condirettore del Giornale di Sicilia.
Ed è evidente come “la città di Palermo si sia fatta raggirare da alcuni violenti, con la più totale indifferenza” come sostiene il Procuratore Capo Messineo, e che questa stessa città nell’82 prima e nel ’92 poi abbia reagito in maniera forte. Ma la solidarietà agli inquirenti e la presa di coscienza da parte della società civile non basta a sconfiggere la mafia, perché sostiene provocatoriamente l’avv. Costa “ammiriamo la rivolta dei commercianti, ma chiediamo loro se si sono mai piegati al pizzo” ed aggiunge che è necessario “rintracciare e perseguire i patrimoni insieme all’applicazione del 41 bis”.
Per quanto riguarda poi il rapporto mafia-politica, il Sen. Vizzini ha sottolineato come l’impegno contro la mafia da parte della politica debba tradursi in un intervento più sostanziale sul versante di leggi e norme, si deve produrre “un codice della legislazione antimafia, riorganizzala, ed affrontare nuove realtà come quelle del riciclaggio del denaro”; mentre su quello dei rapporti di alcuni rappresentanti dei partiti con la mafia, tutti concordano sul fatto che i partiti debbano darsi delle regole, e che un partito, ha detto lo stesso senatore, “deve avere il coraggio di costituirsi parte civile nei confronti di chi porta il suo nome in tribunale” ed ha aggiunto “al di là del rispetto della presunzione d’innocenza, non è un obbligo fare politica”.
Il Procuratore Capo Messineo ha poi affrontato il tema delle scarse risorse economiche per la macchina giudiziaria e della confisca dei beni. “La giustizia ha bisogno di risorse, potremmo essere autonomi dal punto vista economico” ha detto “del resto si sequestrano e colpiscono patrimoni enormi, ma queste ricchezze non si riescono ad utilizzare né per fini sociali né per finanziare le attività inquirenti”.
(pubblicato su "L'isola possibile" n. 59 - gennaio 2009)

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