Beni per oltre 2 milioni di euro, questa l’entità del patrimonio sequestrato al boss Nino Rotolo, accusato di essere il capo mandamento della famiglia mafiosa di Pagliarelli a Palermo. Il boss si trova detenuto dal 2006 con l’accusa di associazione mafiosa.
Il sequestro arriva dopo una serie di indagini economico-patrimoniali svolte dal Gico del nucleo di polizia tributaria, nel corso delle qual, tra l'altro, è "stata accertata una notevole sperequazione tra l'ingente patrimonio individuato”, affermano gli investigatori, “e i modesti redditi dichiarati da Rotolo e dai componenti del rispettivo nucleo familiare, tale da non giustificarne la legittima provenienza".
La parte più significativa del patrimonio confiscato è una villa a Palermo, intestata al figlio del boss,Giuseppe. E proprio in un box vicino a questa casa avvenivano gli incontri tra Rotolo e altri boss nel corso dei quali, ricordano gli investigatori, i vari interlocutori intercettati tracciavano le strategie criminali per ricompattare la cosca per "fronteggiare la costante pressione effettuata dal gruppo dei Lo Piccolo".
Il boss Rotolo non è nuovo ai sequestri di beni, infatti già lo scorso anno è stato oggetto di un provvedimento di confisca riguardante 14 società, 102 immobili (compresa la sala bingo "Las Vegas" di Palermo, riconducibile a Rotolo), 10 automobili e 44 rapporti bancari e polizze assicurative. Questa operazione si inquadrava in una più vasta che vedeva sequestrati beni per quasi 309 milioni di euro ai capi mandamento di Cosa Nostra, di Palermo (Pagliarelli, Noce, Malaspina-Cruillas, Bocca di Falco) e le famiglie di Torretta, Carini e Castelvetrano.
(pubblicato su "L'isola possibile" n. 60 - febbraio 2009)









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