Nel numero scorso abbiamo affrontato le modalità di sequestro e utilizzo dei beni confiscati alla mafia, ora verifichiamo l’entità dei beni sequestrati e come vengono gestiti dai consorzi e dai comuni
Quanti sono i beni sequestrati?
Secondo i dati dell’Agenzia del Demanio (dati del 30-06-2008), i beni immobili sequestrati, passati alla gestione del Demanio e poi dei Comuni, in Sicilia (su 155 Comuni in cui sono avvenuti i sequestri) sono 3.783 di cui 1.319 destinati e consegnati, mentre le aziende sequestrate (su 74 Comuni) sono 407 di cui 289 destinate. Nella sola provincia di Palermo, i beni immobili sequestrati sono 2.565 e le aziende poste sotto sequestro 273.
In particolare, nella città di Palermo sono stati sequestrati 1.631 immobili e 207 aziende, mentre il totale nei comuni di riferimento del “Consorzio Sviluppo e Legalità” (Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello, San Giuseppe Jato) è di 235 beni immobili e 11 aziende sequestrate.
La necessità di gestione
In molte città italiane (Palermo, Roma, Milano per citarne alcune) sono stati costituiti da varie Prefetture alcuni tavoli tecnico-istituzionali costituiti dai giudici delle misure di prevenzione dei tribunali, dai rappresentanti delle regioni, province, comuni e consorzi di comuni dove esistono beni confiscati, dalle direzioni regionali dell’Agenzia del Demanio e dalle associazioni.
La presenza dell’ente locale, destinatario del bene e garante dell’effettivo utilizzo sociale di quanto viene assegnato, diventa fondamentale, proprio per la centralità che gli assegna la Legge 109/96 di confisca. E molti comuni hanno compreso l’importanza di unirsi in consorzi per gestire meglio i beni confiscati e dare nuove opportunità sociali ai propri territori.
Principale artefice di questo nuovo percorso è il “Consorzio sviluppo e Legalità” dell’Alto Belice palermitano, seguito in questa esperienza da altri 121 consorzi o unioni di comuni in Italia.
Il Consorzio Sviluppo e Legalità
E’ istituito nel 2000, ai sensi dell’art. 31 del D.Lgs. 267/2000, dagli 8 Comuni della Provincia di Palermo prima indicati, per volontà del Prefetto di Palermo; ha autonomia gestionale e personalità giuridica di diritto pubblico. Sono coinvolte nel percorso del Consorzio, tramite la sottoscrizione di una “Carta degli Impegni”, Italia Lavoro S.p.A., il Consorzio Sudgest e l’ Associazione “Libera”, oltre che altri enti pubblici e non.
Il Consorzio viene scelto subito come progetto pilota dal Ministero dell’Interno (gestore dei fondi comunitari del PON “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”), per il periodo 2000-2006 con un’assegnazione di circa 3 milioni e 800 mila euro per:
- ristrutturare beni, realizzare una cantina vinicola e un centro ippico, rendere operativo un centro per il confezionamento di legumi
- organizzare convegni, realizzare pubblicazioni, costi di coordinamento e rendicontazione esperti
- formazione per giovani disoccupati, operatori scolastici, pubblici dipendenti
Sui territori del Consorzio (350 ettari utilizzati al momento) lavorano solo 4 cooperative (“Placido Rizzotto”, “Lavoro e non solo”, “Elios”, “Tempio d Monte Jato”), per un totale di 70 persone occupate.
Il Comune di Palermo
La gestione dei beni confiscati da parte di un singolo comune è diversa da quella che avviene in maniera consorziata, ed è addirittura più complessa perché deve contare solo sulle sue forze.
Al Comune di Palermo sono stati assegnati i beni confiscati in attesa del decreto di trasferimento definitivo emesso dallo Stato, i beni trasferiti dallo Stato al Comune e già assegnati, i beni trasferiti dallo Stato al Comune e ancora da assegnare, i beni trasferiti dallo Stato al Comune ma non assegnati.
Il Comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, enti o organizzazioni di volontariato (legge n.226 del 21 agosto 1991), cooperative sociali (legge n.381 dell’8 novembre 1991), comunità terapeutiche o centri di recupero e cura dei tossicodipendenti (legge n.309 del 9 ottobre 1990).
La richiesta di assegnazione di un bene confiscato può essere fatta da tutte le associazioni di volontariato o dalle cooperative sociali che operino sul territorio cittadino, che abbiano i requisiti previsti dalla legge.
Su 174 immobili trasferiti al Comune (dati 2008), risultano assegnati 119 immobili e 34 in fase di assegnazione per finalità sociali, mentre 21 immobili sono rimasti alla gestione diretta del Comune per finalità istituzionali.
Tra gli assegnatari dei beni della città di Palermo, vi sono: la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, la Fondazione Padre Puglisi, la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, l’Associazione Libera, il Comitato Addiopizzo, l’Associazione Libero Futuro, l’AMAP.
Nel prossimo numero incontreremo alcune associazioni e cooperative affidatarie dei beni confiscati.
(pubblicato su "L'isola possibile" n. 60 - febbraio 2009)









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