Approda all’esame dell’ARS la riforma che cambierà il volto della sanità siciliana. Almeno così dicono.
L’11 marzo si è conclusa all’ARS la discussione generale sulla riforma del sistema sanitario regionale. A partire dal 17 marzo inizierà, in Parlamento, la discussione sul disegno di legge e sugli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione.
Una riforma, quella della sanità, che ha visto contrapposti da una parte l’assessore Russo e dall’altra la stessa maggioranza che sostiene il governatore Lombardo, oltre che l’opposizione. Per pacificare gli animi il Governo ha presentato un maxiemendamento alla proposta di Russo che possa mettere d’accordo PDL, UDC e lo stesso assessore e che in sintesi prevede: meno ASL, meno manager, più dirigenti.
Le prime proposte dell’assessore alla Sanità
Seguendo le linee guida del Piano sanitario nato sotto il precedente governo Cuffaro, Russo aveva previsto, oltre a ridurre il numero delle strutture private convenzionate, di tagliare guardie mediche, di ridimensionare il servizio 118, di ridurre ed accorpare i Distretti sanitari di base e i Poliambulatori, la revisione della rete ospedaliera e la chiusura di n° 682 posti letto. Inoltre, nel piano Russo alcuni Presidi Ospedalieri, “a basso volume di attività e con minore rilievo strategico per il funzionamento della rete ospedaliera” dovevano essere riconvertiti in strutture sanitarie per riabilitazione o lungodegenza, mentre quelli in cui i parti sono inferiori a 400 all’anno dovevano essere accorpati con altre strutture.
Il tutto con l’obiettivo primario di ridurre la spesa e migliorare la qualità del servizio.
La proposta del Governo Lombardo
Le aziende ospedaliere diventano 17 (9 ASL e 8 grandi ospedali) contro le 29 attuali, le altre strutture saranno accorpate per provincia: nasceranno così le ASP (azienda sanitaria provinciale), cioè ospedali capofila da cui dipenderanno gli ospedali più piccoli.
Dal punto di vista della gestione, viene creata la figura del dirigente intermedio per quelle strutture che passeranno sotto la direzione dell’ASL, come gli ospedali piccoli. Gli ospedali capofila saranno guidati da un direttore amministrativo e gestiti dai manager dell’ASP.
Questa proposta, alla cui stesura ha collaborato lo stesso assessore Russo, prevede contabilità separata per la gestione delle diverse aziende e il monitoraggio informatizzato delle prestazioni erogate dalla varie sanitarie pubbliche e private.
I malumori della maggioranza
PDL e UDC hanno presentato, a firma dei deputati Leontini e Maira, 87 emendamenti al disegno di legge sulla sanità. ''Sul piano tecnico - ha dichiarato Rudy Maira presidente del gruppo Udc all’ARS - le nostre proposte hanno precisato il ruolo degli ospedali riuniti con la previsione di nuovi distretti ospedalieri nell'ambito delle Aziende sanitarie provinciali. Resta qualche nodo in ordine ai rapporti con i convenzionati, alla fase che seguirà la nomina dei nuovi manager e al sistema dei controlli della spesa sanitaria. Sul 118, con l'adesione dello stesso assessore Russo - continua Maira - abbiamo previsto che il servizio di emergenza sull'intero territorio regionale potrà essere assolto anche con un affidamento a soggetti a totale partecipazione pubblica''.
''Sugli esiti della riforma – conclude l’UDC Maira - ha influito e, certamente peserà, anche la mediazione del presidente Lombardo che ha riaperto il dialogo nella maggioranza”.
L’opposizione
''Questa non è più una riforma organica della sanità ma un miscuglio di contraddizioni legate insieme dal collante delle poltrone''. Lo afferma in una nota Roberto De Benedictis, rappresentante del PD in commissione Sanità all'Ars, che annuncia la totale opposizione del suo partito al testo di riforma dell'emendamento presentato dal presidente della Regione.
Per il Pd il maxiemendamento sarebbe “un bluff che lascia immutato l’attuale sistema di potere e di controllo politico nella sanità siciliana”.
La replica di Massimo Russo
"Durante il dibattito parlamentare è stato fornito ogni elemento che chiarisce l'entità dei considerevoli tagli - dice Russo - che la riforma apporta sia alle poltrone sia ai costi dell'intero apparato in Sicilia. Prima che il dibattito sulla riforma si concluda il Governo sarà in grado di fornire l'esatta quantificazione dei risparmi che potranno essere annotati sul bilancio della Regione".









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