mercoledì 22 aprile 2009

“Sono un testimone di giustizia, non un pentito”

mercoledì 22 aprile 2009
Con la pistola alla cintola, deluso dai suoi concittadini, desideroso di scomparire così Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria San Francesco a Palermo e sotto scorta per aver denunciato i suoi estorsori, viene dipinto da un articolo di La Repubblica – Palermo. Ma lui nega “mai fatta quell’intervista” e scrive una lettera dura al direttore della testata.

Dopo l’ultima lettera di minacce “Sei un uomo morto: tu gli sbirri e i magistrati” ricevuta mentre era in corso la notte bianca della Polizia davanti il suo locale, Vincenzo Conticello diventa per il quotidiano La Repubblica un uomo stanco di lottare, preparato quasi a farsi giustizia da sé e pronto a “sparire come i pentiti”.
L'ho incontrato nel suo locale, la Focacceria San Francesco a Palermo, era nervoso per le conseguenze che l’articolo citato potesse avere. “Quell’articolo è stato devastante” ha detto “la mia famiglia si è preoccupata, i miei fornitori in allarme, le banche che chiedevano notizie e certezze. Ha danneggiato me ed il percorso di legalità”.
Conticello ha sottolineato che non ha mai chiesto di entrare nel programma di protezione previsto per i testimoni di giustizia (che nella sostanza è uguale a quello per i collaboratori di giustizia), che porta con sé un’arma da almeno 20 anni e non da quando ha denunziato chi gli chiedeva il pizzo, e di non aver mai affermato che Milano (dove ha aperto un locale) lo apprezza più di Palermo “vero è che i commercianti all’inizio presero le distanze” precisa “ma in questi 3 anni si sono molto avvicinati, anche la presenza dei carabinieri qui davanti ormai è stata accettata” e continua “quello che è stato scritto può allontanare gli altri commercianti. Spero che non intacchi la ripresa che ha avuto la lotta al racket”. Poi parla del processo, delle polemiche, dei rapporti con la società civile, le associazioni e la politica.
Il processo
Nel 2006 il titolare della Focacceria denuncia i suoi estorsori e la sua vita cambia. Vincenzo Conticello fu il primo imprenditore ad entrare in aula di tribunale ed effettuare il riconoscimento con gli imputati presenti (in primo grado furono riconosciuti colpevoli).
Il processo vede imputati i componenti del clan Spadaro del quartiere Kalsa di Palermo ed è giunto alla fase di appello, la prossima udienza si terrà il 7 maggio ed è probabile che si concluderà entro l’anno. “Mi aspetto una conferma delle pene di primo grado” ha detto Conticello.
Le polemiche
Di questo imprenditore che denuncia si raccontano molte cose, ad esempio che si sia arricchito con la “scusa” del pizzo, o che aveva difficoltà economiche ora risolte grazie ai contributi statali. “Ritengo che certe volte l’antimafia paghi. Comportarsi da onesto cittadino alla lunga paga sempre” risponde così Conticello alle provocazioni.
L’Antica Focacceria San Francesco aveva intrapreso il suo progetto di espansione, in Italia e all’estero, già nel 2002. E proprio a Milano, nel 2005, la Focacceria organizzò una kermesse culinaria, con lo scopo di testare i loro prodotti fuori Palermo. L’evento andò bene ed i Conticello decisero di aprire nel 2006 “ma ci fermarono le minacce” dice Vincenzo “si fermò qualunque espansione. Ed il progetto lo abbiamo ripreso e realizzato quest’anno”. Poi continua “quando denunziai, non conoscevo la legge che permette di avere rimborsi” e Conticello fece la richiesta dopo 2 anni dai fatti. “Rispetto ai danni ricevuti ad oggi ho percepito solo il 15% della somma” e continua “in totale ho perso il 33% del fatturato”.
La politica, la società civile e le associazioni
Il suo locale ha curato molti catering pre e post elettorali di quasi tutti i partiti ed esponenti politici siciliani. Ed oggi, visto che il fatturato relativo al catering è sceso vertiginosamente? “Non se ne fanno più dal 2006, tranne qualcuno” mi risponde, ma non perché la politica non fa più banchetti, aggiungo io, ma perché li fa con altri.
Farà il suo, chiedo, “non sarò mai candidato” risponde “non voglio essere un professionista dell’antimafia”. Per Vincenzo Conticello la legalità va praticata ogni giorno, con piccoli gesti.
Poi racconta la sua amarezza nel constatare che dopo il ritrovarsi nelle manifestazioni antimafia, le persone da “consumatori critici” si trasformano in “consumatori viziosi” acquistando, ad esempio CD falsi, non chiedendo lo scontrino. “Ben vengano tutte le associazioni, ma mi aspetterei che dietro i proclami ci siano i fatti” e conclude “Voglio essere un uomo libero dalla mafia”.

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Sostenitrice di RAI per una notte

 
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